Signori, che Cremo! Domina a Carpi, ma non basta: 1-1

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 Al Cabassi qualcuno deve aver scoperto i cavi dell'alta tensione: scosse elettriche sembrano pervadere il campo, caricando di energia i marines di Calabro. In realtà è semplicemente la maniera di interpretare la gara dei padroni di casa: verticalizzazione immediata appena recuperata palla, costante corpo a corpo coi difensori di Tesser per capitalizzare ogni loro incertezza, aggressività e pressione portata con regolarità e furia a ridosso dell'area nemica. Il tutto con un'intensità da far pensare che in settimana Calabro alleni i suoi in arene con tori e leoni. 

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Tesser e i ragazzi hanno però studiato in settimana. Idee chiare: sfruttare il rombo a metacampo per cercarsi tra le linee del 4-4-2 di casa, ordinato ma prevedibile se lavorato di fioretto. Ecco allora una serie di piccoli accorgimenti che nel complesso hanno indirizzato la gara. A cominciare dall'asimmetria in mediana, con Croce schierato sulla linea laterale e Cavion, a destra, molto più vicino a Pesce nel cuore del campo. Distanze diverse tra le due mezz'ali che rispondono a una scelta precisa: affidare loro compiti differenti, portandole a costruire in maniera quasi opposta. Croce lavora di percussioni che allargano e disordinano il fianco del Carpi, di sovrapposizioni sulla corsa di Renzetti e di scambi a un tocco con Castrovilli. Cavion si occupa di puntellare il centrocampo e cercare la profondità palla a terra, sui piedi di Scamacca o Scappini. 

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Fondamentale, nelle idee del mister, il lavoro di Castrovilli e Scamacca. I due si muovono molto sulla trequarti, non danno punti di riferimento e creano a turno superiorità numerica negli half-spaces che si aprono lateralmente. Anche oggi, che Pibe de Bari! Ci impressiona soprattutto la totale assenza di frenesia in situazioni che sembrano disperate, segno di totale consapevolezza in se stesso. Ben riposta: lo abbiamo visto schizzare via in mezzo a tre legionari emiliani, sempre allo stesso modo. Prima li attira sempre più vicini, lavorando di suola con tutta la tranquillità del mondo. Poi è un attimo, scompare e riappare da tutt'altra parte col pallone incollato. Mandrake.

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Scamacca niente affatto male! La compatibilità con Scappini è alta, probabilmente superiore a quella con Brighenti. Perchè entrambi possono fare solo quello per cui sono tagliati. Scamacca svaria su tutta la trequarti, lavora di sponda per i compagni, dialoga col trequartista e attira marcatori fuori dall'area. Scappini ha la zona rossa tutta per sè, e ci sguazza da bomber. Vedi 0-1: cross basso, primo palo, zampata, rete.

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Peccato non averla vinta, però. Il Carpi capitalizza una leggerezza di Cavion, derivandone una fulminea combinazione Malcore-Melchiorri per bruciare sul tempo Ujkani. A proposito, grande Samir in un paio di occasioni: rigore parato a Giorico e intervento decisivo su un velenosissimo destro di Malcore. Ai locali è mancato Mbakogu, punta tra le più determinanti della categoria.

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Ed ora? Bari, Pescara, Frosinone. L'asticella si alza ma l'obiettivo è sempre quello: punti salvezza. Quota cinquantuno è sempre più vicina.

 

 
 
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