fbpx

Andrea Sozzi Kodokan Cremona, sulle scelte di ripresa degli sport di contatto "ci vuole più coscienza e coerenza"

Judo
002_judo_kodokan_08062020.jpeg

“Il Coronavirus è un avversario da non sottovalutare, per questo l’attenzione per la tutela della salute degli atleti sarà sempre massima” 
Con queste parole il 6 di giugno scorso Andrea Sozzi, responsabile del Kodokan Cremona Judo di Via Corte, apriva un articolo su Sportgrigiorosso in merito alle riaperture della fase 3.
In questo periodo i campionati di sport di squadra dilettantistici e buona parte dei professionistici, hanno chiuso anticipatamente la stagione, sono ripartite invece seria A e serie B di calcio, tra varie peripezie, ritardi e polemiche, la giustificazione in breve che ha messo quasi tutti d’accordo -o chi comunque ne aveva interesse- è che il calcio in Italia, ma solo quello professionistico, ha una funzione sociale ed economica imprescindibile, senza i tifosi ovviamente, che è abbastanza discutibile se paragonato al movimento sportivo giovanile, dilettantistico ed amatoriale italiano.
Per il resto in questi giorni è arrivato il benestare del Ministro dello sport Spadafora riguardo la ripresa degli sport ‘di contatto’ -come per esempio calcetto, pallacanestro e lo stesso judo- ma ci ha pensato -fin troppo tempestivamente- il Comitato Tecnico Scientifico a frenare ogni entusiasmo con un “no” categorico: "In considerazione dell'attuale situazione epidemiologica nazionale - si legge nel parere del CTS- resta persistente il rischio di ripresa della trasmissione virale in cluster determinati da aggregazioni certe come negli sport da contatto.” 
La palla passa quindi al Ministro della salute Speranza, da cui ci si attende un parere decisivo, a tutt’oggi non pervenuto, per porre termine a questa partita infinita. In caso di esito positivo saranno poi le regioni a dover dare un parere definitivo in funzione dell'andamento della situazione epidemiologica nei rispettivi territori.
Senza voler dimenticare i fatti che hanno indotto il governo, le regioni e le amministrazioni ad intervenire drasticamente su tutte le attività sportive, resta il fatto che la partita tra sport ed istituzioni è ancora in stallo: in campo ci sono più arbitri che giocatori, gli schemi appaiono confusionari, il ‘gioco di melina’ si spreca e la sensazione è che ancora una volta lo sport ed il suo valore sociale, sia stato messo in secondo piano.

001_judo_kodokan_08062020.jpeg

Quello che ulteriormente lascia perplessi, è che fuori da questo ‘stadio deserto’ dove vi stanno giocando le sorti di buona parte dello sport italiano, gli assembramenti incontrollati nelle piazze e sulle spiagge, sono all’ordine del giorno, con evidente disparità di valutazioni e di controlli.

Per fortuna il calcio non è il solo sport praticato e gli atleti agonisti del Kodokan hanno ripreso gli allenamenti agli ordini del maestro Sozzi rispettando le regole sanitarie imposte e ne approfittiamo ancora una volta per fare il punto della situazione.

* Come sono stati riorganizzati gli accessi e l’utilizzo della palestra per fare fronte alle direttive sanitarie anti-contagio tutt’ora vigenti?

“Il judo è la ‘via dell’adattabilità’ , una prerogativa utile in combattimento che in allenamento per sfruttare le molteplici possibilità che ci offre questa disciplina.
Quella che stiamo utilizzando in questo momento si chiama ‘Tandoku renshu’, un allenamento individuale, quindi senza contatto, in cui si privilegia la coordinazione e la preparazione fisica, con una serie di esercizi ginnici da eseguire sul tatami, su cui ogni atleta ha a disposizione una piazzola delimitata di circa 11 mt. quadrati.
Gli accessi alla palestra sono divisi in percorsi separati di entrata ed uscita, gli orari di accesso hanno margini temporali limitati oltre i quali non si accede. Ad ogni turno possono partecipare un massimo di 15 atleti e tra un turno e l’altro viene fatta la sanificazione degli ambienti, oltre ovviamente a mettere a disposizione gel sanificanti da utilizzare durante l’accesso al dojo.
L’organizzazione degli allenamenti nel rispetto delle disposizioni sanitarie non da grossi problemi, resta l’impossibilità del contatto fisico, importante dal lato sportivo quanto da quello umano. 
Comunque il primo impatto è stato positivo, ho ritrovato i ragazzi in ottima forma, hanno seguito le tabelle da casa adattandosi senza problemi alla situazione ed tutti hanno partecipato attivamente agli allenamenti di gruppo via streaming. Appena ci verrà data la possibilità lavoreremo sul recupero del senso della misura e dei tempi attraverso l’allenamento completo.”

* In questi giorni si aspettava il benestare da parte di governo, CTS e regioni per la ripresa di tutti gli sport che prevedono un contatto diretto. Ci sono novità in merito ?

“Stiamo aspettando notizie sia dal governo che dalla Regione Lombardia, di certo c’è che se dal Ministro dello sport Spadafora c’è stato il benestare a partire dal 25 giugno per la riapertura a tutti gli sport compresi quelli a contatto, il Comitato Tecnico Scientifico ha bloccato tutto. Quindi si va verso una proroga e se è vero che Veneto ed Emilia Romagna si dicono pronte e disponibili alla riapertura, ciò non vale per la Lombardia dove si prospettano tempi più lunghi.”

* Non è la prima volta durante questa emergenza sanitaria che governo e regioni si “passano il cerino acceso” nella speranza che sia l’altro a bruciarsi le dita. Perché risulta così difficile fare delle valutazioni e prendersi delle responsabilità in funzione di dati oramai chiari e costanti?

“Fermo restando che sia governo che regioni hanno giocato allo stesso gioco, credo che questo girotondo di responsabilità abbia una origine politica più che giuridica. I politici dovrebbero innanzitutto avere delle competenze per fare delle valutazioni, trarre delle conclusioni e prendersi delle responsabilità, e qualche rischio se necessario, cosa che è puntualmente venuta a mancare sia da una parte sia dall’altra. 
D’altra parte non hanno certo aiutato, ne funzionato, le consulenze suddivise in Task Force, si parla di oltre 400 unità totali, che rendono ancor più difficile valutare ed agire in tempi brevi rispetto a situazioni che richiedono coerenza e determinazione. Servirebbero piuttosto gruppi ristretti e competenti, che diano risposte precise, a cui devono seguire scelte politiche chiare. Questo porta a situazioni dove i contrasti sono tanto evidenti quanto fastidiosi: se al Kodokan i ragazzi in palestra sono tenuti a rispettare i distanziamenti e le procedure sanitarie prescritte, quando poi escono e si ritrovano con gli amici in piazza, tutto è permesso “in barba” alle regole ed al buon senso. 
Diventa poi difficile spiegare ai ragazzi perché vi sia una disparità di valutazioni e controlli, a fronte di situazioni ben più pericolose.
Resta da capire, in questo momento, quali siano e che valore abbiano le valutazioni della Comunità Tecnica Scientifica, da cui non si può prescindere per capire se è stato fatto ha prodotto risultati positivi e confortanti per poter andare verso una riapertura totale con tutte le precauzioni del caso, diversamente se il virus è ancora presente e pericoloso, le regole valgano per tutti. Ci vuole più coscienza e coerenza.”

* Si é detto e discusso tanto sull’impatto disastroso di questa pandemia sui giovani. Se per quanto riguarda lo sport le attività giovanili sono state tutte rinviate a settembre, riguardo alla scuola si parla di soluzioni ‘avvenieristiche e fantasmagoriche’, di scaglionamenti e distanziamenti difficili da mettere in atto, visto le strutture inadatte e servizi su cui, come nella sanità, non si é più investito. Avendo a che fare quotidianamente con i giovani e con le loro realtà, quale è il suo punto di vista in merito?

“Sicuramente la situazione che si è creata a fronte dell’emergenza sanitaria e del successivo distanziamento ha avuto un impatto significativo sui giovani, ma in modo più diversificato di quanto possa sembrare, ci sono distinzioni importanti da fare sopratutto rispetto a quelli che già soffrivano di fragilità pregresse. Premesso poi che, per formazione, tendo a vedere il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto ed avendoci a che fare quotidianamente sia in palestra che a scuola, posso affermare che la loro capacita di adattamento gli permette di rispondere in modo adeguato a situazioni come quella che abbiamo vissuto e di valutare correttamente quali sono le priorità e le necessità reali è notevole.  Per questo motivo io eviterei di esasperare e generalizzare, sopratutto a livello mediatico, una situazione che son certo si risolverà nel tempo anche grazie alle istituzioni scolastiche, sportive e sociali di cui fanno parte e vivono quotidianamente.
Un’altra valutazione importante è che i ragazzi si sono visti stravolgere la vita sociale, obbligandoli a concentrarsi, per esempio, sulla cura di se e del proprio tempo, cosi come una maggiore attenzione rispetto ai propri comportamenti a beneficio anche degli altri.
Ci sono gesti e situazioni che abbiamo imparato nel tempo in cui siamo stati isolati, che dovremmo continuare a mettere in pratica giornalmente: la cura di se, anche per rispetto e beneficio verso gli altri, evitare di uscire, andare a scuola o fare allenamento se non si sta bene, utilizzare le mascherine quando si è raffreddati, cosa che nella maggior parte dei paesi orientali è prassi da tempo, evitare di condividere borracce, bicchieri e continuare a mantenere quelle regole igieniche sanitarie che abbiamo imparato.
A livello psicologico ci vorrà tempo per rimarginare le ferite più gravi, dovute a persone venute a mancare o ad altre sofferenze difficili da dimenticare. Per questo sarà importante essere positivi, resilienti e solidali ed è anche su questi aspetti mentali, oltre che all’allenamento fisico, che stiamo lavorando in attesa di una totale riapertura agli sport.”

Le aspettative di Andrea Sozzi sono anche quelle di molte altre realtà sportive che, coscienti del fatto che la salute e la sicurezza venga prima di tutto e che non bisogna abbassare la guardia perché il virus circola ancora, chiedono chiarezza e sopratutto date precise da dove ripartire per programmare un percorso che comunque si prospetta alquanto difficile ed in salita.

 
  • Progettiamo piscine e wellness
  • Progettiamo il tuo angolo di relax
  • Abbiamo tutta l'esperienza per realizzare il tuo sogno
  • E forniamo tutta l'assistenza di cui hai bisogno
  • Ampia gamma di prodotti per il trattamento dell’acqua
  • Con te 12 mesi l'anno
  • Vieni a trovarci nello showroom di Vescovato
  • Abbiamo la miglior soluzione per ogni esigenza
Piazza Roma, 8/9 - VESCOVATO (CR). Tel. 0372 1939167 / 338 4267355
  • Laghetto

  • AstralPool

  • zodiac

CATTERINI ROSINO

Attrezzature, Arredo Bar, Cucine Professionali

Via S. Bernardo, 23L, CREMONA +39 03 724 533 56 catterinirosinosrl@gmail.com

Dove si progetta il tuo futuro
CONSULENZA GRATUITA PER MUTUO AL 100%
Silver Sponsor

PIACENZA
Tel +39 0523 755080

Corsi di recupero

di uno o più anni

Corsi Paritari

60 anni di successi

Una Scuola una Famiglia

Che tu guidi per Lavoro
per Passione
o per Piacere
da poco
con i Tuoi
O con chi Vuoi
Fallo senza pensieri
Affida le tue pratiche auto
a mani esperte
e goditi il viaggio
Via Bernardino Ricca, 7
26100 CREMONA
Tel. 0372 26227
Via Ala Ponzone 1, Cremona
 
 

IMPIANTI Elettrici.
Civili e Industriali.

Tel:335 5441771.

ASPIRAZIONE
Centralizzata

Tel:335 5441771.

AUTOMAZIONI
Cancelli e Portoni.

Tel:335 5441771.

CITOFONIA
e Videocitofonia

Tel:335 5441771.

ALLARMI
E ANTIFURTO

Tel:335 5441771.

SISTEMI
Videosorveglianza

Tel:335 5441771.

ANTENNE TV
e SATELLITARI

Tel:335 5441771.

IMPIANTI
FOTOVOLTAICI

Tel:335 5441771.

SISTEMI DI
ILLUMINAZIONE

Tel:335 5441771.

G.E.A.R
Impianti Elettrici

Tel:335 5441771.