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Il Decreto Balduzzi sui defibrillatori allarma lo "sport di base"

Sport vari
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Dal 1 gennaio 2016 entrerà definitivamente in vigore il  nuovo decreto sulla sanità a firma del ministro Balduzzi. Esso     sta rendendo la vita   difficile alle società sportive  in particolare a quelle dilettantistiche  principalmente interessate allo  “sport di base”. Come noto, le norme in esso contenute prevedono  l’obbligo di avere a disposizione sul campo il defibrillatore (denominato Dae): quello strumento con cui si applicano delle scariche elettriche sul torace per riportare il cuore che ha perso il ritmo, all’abituale  frequenza. In caso di arresto cardiaco la defibrillazione può salvare la vita.  Questo intervento praticato solo   in caso d’urgenza in una gara agonistica deve essere eseguito da persone competenti, specializzate ed abilitate (dopo un esame teorico e pratico)  all’uso della strumentazione. Il defibrillatore costa mediamente 1500  euro  ed in tempi di crisi per una società medio piccola è una spesa notevole e per molte insostenibile. Affiliate  agli Enti nazionali  di Promozione Sportiva ci sono piccole società con bilanci ridottissimi che  si basano sull’autofinanziamento e ciò rappresenta un ulteriore aggravio dei costi fissi di gestione. Sappiamo che in città ed in provincia  questi Enti si stanno muovendo per attuare collaborazioni con il reparto di cardiologia dell’Azienda Ospedaliera oppure con esperti di Croce Rossa , Croce Verde ed altre società operanti nel settore,  proprio per tutelare i propri tesserati.  L’amministrazione comunale dovrebbe mettere a disposizione in ogni struttura con  frequente ed elevato utilizzo (stadio Zini, PalaRadi di Ca’ de’ Somenzi,  Piscina Comunale, Palestra Spettacolo, Palestre Villetta, Cambonino, Cavatigozzi, San Felice) un defibrillatore (Dae) in modo che le società non ne debbano avere uno proprio. Tuttavia  i costi potrebbero anche essere ripartiti tra le società che usufruiscono dell’impianto. Non  è da escludere che in merito l’assessorato allo Sport di Cremona convochi degli incontri per la definitiva normativa.  .  Ma, come dicevamo in apertura, per le piccole società come si risolverà il problema ? Anche perché oltre ai costi esse devono mettere a disposizione per ogni squadra almeno due persone che “formate” si prendano la responsabilità dell’uso del defibrillatore, Stante  la carenza anche nei dirigenti  la situazione non è per niente tranquilla. La sicurezza della salute per chi fa sport agonistico va comunque salvaguardata.

 

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