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… e che ti serva da lezione…

Vanoli
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Partitaccia? Beh, credo non ci siano dubbi in proposito, e credo pure non sia davvero il caso di arzigogolarci troppo intorno. Però sta partitaccia, a cui ogni tanto oggi riandavo (mi sa che con questa mi tiro la zappa sui piedi, infatti il rischio è che i miei 12 lettori pensino che non c’ho una beata fava da fare tutto il santo giorno; non è esattamente così ma non fa nulla: “La fantasia al potere” stava scritto sui muri della mia lontana gioventù) mi ha fatto sovvenire nel solito neurone di nord-ovest tre letture diverse: una positiva, una negativa e una così così.

Ma prima di deliziarvi con sta repentina botta di saggezza, fatemi dire due parole due sul fatto del giorno. Erano almeno due mesi scarsi che il popolo vanoliano aspettava il rientro di Drew Crawford per vedere cosa succedeva. Ed è successo che sto giro, che a quanto mi pare di aver capito non sarà di certo il primo, è toccato a Peyton “W.A.S.P.” Aldrige fare posto al cannoniere vanioliano.

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Vi stupirò con effetti speciali, ma il Ciranone vostro non se la sente proprio di entrare nel merito della scelta anche perché solo il Meo Nazionale e tutto lo staff hanno gli elementi per decidere con cognizione di causa, e tutto il resto non è noia ma chiacchiere più o meno da bar. Però ho già detto la mia su questa faccenda e qui ridondo; capisco che la Vanoli per scegliere il 6+6 dovrebbe snaturare la filosofia, quella del “budget sostenibile”, su cui ha costruito i successi di questi dieci anni di seria A, e questa è certamente un’argomentazione con fiocchi e controfiocchi, ma non vorrei che la scelta a cui è obbligato il coach partita dopo partita da qui in avanti, dai e dai, rompesse irreparabilmente la straordinaria chimica che si è creata in questa squadra, vera e propria pietra d’angolo si cui sono stati fabbricati tutti i successi di questo campionato (e pure qualche sconfitta); sarebbe davvero un gran delitto.

Bene, ho ridondato sulla faccenda e mi ritiro di buon ordine nei miei appartamenti; della serie: "stretta la foglia larga la via dite la vostra che io ho detto la mia” (cit. finale di una frequentina di fiabe).

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E arriviamo alle letture di cui si cianciava:

Lettura positiva:

Se si escludono i primi e gli ultimi tre minuti (stiamo parlando di 360 secondi su 2.400) nei quali il parziale è di 22 a 2 per Cantù (11 a 0 e 11 a 2), nei restanti 2.040 la conta dice 64 a 60 per la Vanoli. Ciò significa che, pure in una serata di luna stortissima, nella parte centrale della gara, o meglio dal terzo quarto in avanti, la Vanoli l’ha più o meno spiegata a Cantù. Sta cosa aumenta in maniera geometrica il rimpianto per un partita mezza cacciata via.

Lettura negativa:

Se si escludono i primi e gli ultimi tre minuti (stiamo parlando di 360 secondi su 2.400) nei quali il parziale è di 22 a 2 per Cantù (11 a 0 e 11 a 2), nei restanti 2.040 la conta dice 64 a 60 per la Vanoli. Ciò significa che, pure in una serata di luna stortissima, non puoi regalare a nessuno, nemmeno alla squadra di Brisighella di sotto, 360 secondi ad minchiam perché 9,99 volte su 10 quella partita non la porti  a casa nemmeno se ti metti a piangere in cinese. Sta cosa aumenta in modo geometrico l’incazzatura per un approccio che definire “morbido” è fare un irreparabile affronto a quel bravo ragazzo di Coccolino.

Lettura così così:

Se si escludono i primi e gli ultimi tre minuti (stiamo parlando di 360 secondi su 2.400) nei quali il parziale è di 22 a 2 per Cantù (11 a 0 e 11 a 2), nei restanti 2.040 la conta dice 64 a 60 per la Vanoli. Ciò significa che, pure in una serata di luna stortissima, ancora una volta, ed è capitato un po’ troppe volte, la Vanoli ha sì messo sul parquet quelle amnesie che gli sono costate un due/tre partite, soprattutto casalinghe, ma significa anche che la leggendaria tigna della Vanoli è venuta fuori comunque.

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Adesso mi sa che state pensando: bene, ci siamo giocati il Ciranone nostro; è proprio andato. Ed invece no! Sto giochino, che pare del menga, serve a dimostrare che, non solo in una partita di basket ma anche nella vita, la medesima pensata può significare un sacco di cose. Mi sono limitato alla tre ciofeche di cui sopra, ma vi invito a fare lo stesso giochino che ho fatto io; stesso pensiero ragionamento del discorso diverso. Ed è pure divertente, garantito al limone!

Una cosa però è certa ed è il comune denominatore delle tre letture: e cioè “pure in una serata di luna stortissima”. Va beh, diciamo che è capitata e sarebbe vieppiù il caso di non farla capitare troppo spesso.  

Quelli della mia generazione, e tra i miei 12 lettori un po’ ce n’è, sanno benissimo che da piccoli quando si combinava quale corbelleria arrivava sempre, puntualissima e pure accompagnata magari da un cataclisma sulle zucche la cui entità era commisurata al grado di porcheria combinato, una frase storica: “e che ti serva da lezione”.

Bene cara Vanoli nostra; stavolta l’hai combinata, tanto per essere chiari, tutta quanta davvero grossa. Beccati quindi il metaforico cataclisma sulla zucca del popolo vanoliano e, per l’appunto, “che ti serva da lezione”.

Il che è bello ed istruttivo (cit.)