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Vanoli vs Bologna ovvero dell’energia… chiara e “oscura”

Vanoli
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Sulla partitaccia di domenica scorsa in Brianza, dove la Vanoli ha fatto poco più di un’allegra scampagnata o, come è stato detto in modo certamente più elegante:“si è accoppiata male” (cit. un po’ adattata ma pure sempre cit.) mi sono venuti in mente questa settimana gli aggettivi più svariati: svogliata, pigra, indolente, abulica, inconcludente, evanescente, arrendevole, remissiva, indifferente, negligente. Quando però si è affacciato al solito neurone di nord-ovest addirittura un “accidiosa” mi sono immediatamente reso conto di essermi fatto un po’ prendere la mano.

Forse, mi son detto, è sufficiente riassumere tutto con una parolina che li riassume proprio tutti, e cioè energia seguito da un bel “mancanza di”. Eh si, perché l’energia messa in campo dalla Vanoli a Desio era per davvero pari a quella di un bradipo più o meno assonnato.

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Energia, faccenda su cui gira tutto, dall’infinitamente grande all’infinitesimamente piccolo. E’ da più di un secolo che Albert Einstein, nel suo famoso articolo del 1905, ha presentato la formula E=MC2 che ha sconvolto tutto il modo di pensare la realtà che ci circonda. Anche chi non è avvezzo alla fisica la conosce; non ne percepisce magari l’importanza ma ne sperimenta, senza accorgersene, la universale validità in qualsiasi momento della vita quotidiana. Per esempio, pure tutte le mattine sulla famosa tazza; anche in quella circostanza così “intima” avvertiamo, eccome se lo avvertiamo, che l’energia “E” di “quel” corpo è pari alla sua massa “M” per la sua velocità al quadrato “C2”.  Non escluderei che il buon Albert, il quale, com’è noto, era solito concepire esperimenti mentali, abbia fatto il primo passo del percorso che l’avrebbe poi portato alla “formulazione della formula del secolo” proprio sulla famosa tazza; sarebbe stato decisissimamente da lui.

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E se l’energia, come ci ha insegnato Einstein, è una faccenda che permea tutto quanto l’universo (e addirittura non la conosciamo ancora tutta perché la mascalzona ce ne cela ancora un bella fetta che non per niente viene chiamata “oscura”) figuriamoci se non invade pure una partita di basket.

Ci vuole quindi, per affrontare la “partitina” di domani sera, una botta di energia da E=MC2. La faccenda l’ha inquadrata pure il Meo Nazionale il quale però, essendo un tipo pratico che dice pane al pane e palla da basket a palla da basket, ha riportato la giravolta ciranesca sulla terra e se n’è uscito con un eloquente: “voglio vedere la faccia giusta della mia squadra”.

Già la faccia giusta; non vorrei sembrare quello che rompe le uova nel paniere ma mi pare di poter dire che la “faccia giusta” è da un po’, diciamo dalla partita con Brescia a palazzo, che è un ciccinnino desaparecida; ha fatto ancora delle prepotenti comparsate (Torino, Reggio, Avellino) ma dal mezzo suicidio con i “madonnini dai riccioli d’oro” sono, alla fine della fiera, 4 vinte e 4 perse.

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Ora, intendiamoci, un record di metà vinte e metà perse è comunque tanta roba nel campionato italiano, e se lo manteniamo nelle 12 che mancano significa che chiudiamo la melonaia a 34 punti e ne apriamo un‘altra che ci porta dritti filati ai play off senza passare dal via. Ma credo proprio di poter dire che la brillantezza delle prime dieci gare sia un po’ sottotraccia. Motivo? Boh! Flavio “Valore Aggiunto” Fioretti ritiene che i regàs “stanno per la prima volta toccando con mano quanto il girone di ritorno sia diverso da quello di andata”. Verità sacrosanta perché è da quando il Ciranone vostro ha l’età della ragione che vede squadre alzare l’asticella quando arrivano le gare che contano, ma ciò significherebbe pure che nelle prime dieci se n’é vinte 8 (si 8 perché quella di Milano continuo a ritenerla tale) perché le altre scendevano sul parquet in versione “vispa teresa” o giù di li.

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Subito dopo però aggiunge che “I nostri giocatori l’hanno capito e già nei primi allenamenti di questa settimana erano tutti concentrati perché consapevoli di aver fatto una non bella partita”. Bene, non ho visto nessun allenamento questa settimana ma un paio di “spie” mi hanno raccontato più o meno la stessa cosa, il che significa che domani sera quasi sicuramente non rivedremo lo “schifo” di Desio, e ciò è decisamente consolante.

Occorre però ritrovare l’energia, sia quella chiara che quella “oscura”; “tutto è relativo” (cit.), ed E=MC2 non vale solo per la famosa tazza ma pure per un campo da basket perché l’energia “E” necessaria all’arancia a spicchi per ritrovarsi nel suo naturale pertugio è pari alla sua massa “M” per la sua velocità al quadrato “C2”. Parola di Albert Einstein.

Il che è bello e istruttivo (cit.)