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Si è imbroccato il viottolo giusto?

Vanoli
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Come potrete notare mi è capitato ancora, causa pure un problematico chilo piombatomi proditoriamente addosso una volta varcata la porta di casa, di lagnare il giorno dopo sulla tenzone vanoliana del giorno prima. E devo dirvi francamente che non è poi così male perché ciò mi ha dato il destro e pure il sinistro di farmi una "cultura" con i commenti vari e variegati di un importante spicchio di popolo vanoliano e quindi avere, come si suol dire, un'idea di che aria tira.

E ma guarda un po' che stranezze saltano fuori. Due settimane fa, dopo lo schifo con Cantù, il refrain era: "qui si retrocede". Oggi, dopo il sacco di Trento, si è invece lanciati verso altri e più impegnativi lidi; si va infatti da una salvezza tranquilla all'ingresso più o meno trionfale nei play-off (interrogato a tal proposito il Signor Play-Off, vecchia conoscenza, come ben sanno i miei dodici lettori, del Ciranone loro, mi ha guardato di sghimbescio non prima di essere assalito da un tremendo convulso di risa) passando naturalmente da Final Eight ormai più sicure del sole a mezzogiorno.

Due settimane fa, dopo lo schifo di Cantù e dopo aver letto l'interessante rassegna di opinioni, mi è scappato scritto il titolo: "ehi vi do una notizia, non siamo retrocessi". Ora invece la tentazione dannatamente forte e quella di titolare: "ehi, vi do un’altra notizia: non stiamo per vincere lo scudo". Ma ripensando alla tenzone di ieri avrei convenuto che sarebbe decisamente ingeneroso per cui viro risolutamente, anche se ridondo il concetto che al momento si è fatto ancora meno di nulla e non si è arrivati a mettere la mani su nulla, su altre e più appaganti faccende che vado sommariamente a narrarvi.

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Inizierei dall'eroe di giornata; Vojislav Stojanović da Belgrado, Serbia. Partita sontuosa, forse, e toglierei pure il forse, la sua migliore prestazione da quando indossa la canotta vanoliana, e non sono certo due giorni. E' sempre stato un po' croce e delizia; ha sempre alternato cose egregie ad ingenuità colossali, sempre "troppo" o "troppo poco". Ma ieri, nel suo personalissimo mezzogiorno di fuoco fatto di 18 intensissimi minuti in  gran parte concentrati nel secondo, terzo e ultimo quarto, che sarebbero stati certamente di più se non fosse incappato nel quarto fallo costringendo il Meo Nazionale a toglierlo, ha in pratica messo a ferro e fuoco l'attacco trentino e piano pianino, con il contributo di Ethan "our big guy" Happ, è riuscito a trasformare in un agnellino belante il debordante Justin Knox del primo tempo, vero e proprio caprone che imperversava a piacimento o quasi nel pitturato vanoliano.

Però che fosse un difensore arcigno in modalità "gatto nelle mutande" è cosa nota e arcinota; la buona novella arriva dall'altra parte: percorso netto da due punti (5 su 5) e pure ai liberi (4 su 4), e cioè nell'unica voce statistica della Vanoli trentina che, se si vuole proprio cercare il pelo nell'uovo, risulta un po', come dire, traballante perchè ciccare 7 liberi su 19 è sempre cosa parecchio disdicevole.

Volete però la prova definitiva che la gara di Vojislav Stojanović da Belgrado, Serbia, è stata da sballo? Guardatevi bene la strepitosa foto di Zovadelli su La Provincia di stamane; si vede un Travis Diener raggiante che si "coccola" l'eroe di giornata. Miglior riconoscimento di questo credo proprio non sia possibile.

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Continuerei con un'altra bella notizia di giornata: il collettivo vanoliano sta iniziando a girare se non a pieno regime quasi. Guidata da un Jordan Mathews magari ancora un ciccinnino discontinuo ma che la mette sempre quando serve (sua la bomba della staffa), e "metronomata" da Michelino Ruzzier e da un sempre più sorprendente Jack Sanguinetti (2 bombe su 2 capitate proprio a fagiolo), tutta la banda ha marciato come un orologio svizzero.

E questa è davvero una gran bella notizia, forse, e ancora toglierei il forse, la migliore perchè in un gioco collettivo come il basket trovare la chimica giusta è la base per ogni altro step successivo. Inoltre, sarò un gran sentimentale, ma il linguaggio del corpo di ieri dei regàs, lontano anni luce da quello delle recenti "schifezze", mi ha ricordato parecchio, ma davvero parecchio, quello della squadra dell'anno scorso, dove tutti si trovavano nel parquet ad occhi chiusi. E quando ciò succede è una conseguenza naturale che ci si ritrovi anche fuori dal parquet e, dai e dai, costruire quel blocco granitico che è stato di certo un particolare non secondario per le fortune della stagione passata. Ma qui mi fermo perchè magari mi è scappata un po' la mano e sto correndo un po' troppo.

Due paroline due su Wes “silent killer” Saunders però ci stanno; non condivido i giudizi negativi suola sua prova. Certo non sarà brillante come ci ha abituato, ma, come al solito, il nostro killer silenzioso magari da l’impressione di non esserci ma poi ti leggi le statistiche e ti ritrovi davanti al naso: 13 punti, 66,7% da due e 50% da tre,  6 rimbalzi e 5 assist per un 16 di valutazione, la terza di tutta la banda dopo l’eroe di giornata Voja Stojanović (24), e del top scorer Jordan Mathews (18). E Butta via!

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Infine non posso davvero esimermi di narrarvi del Meo Nazionale. Se la memoria non mi inganna ha chiamato "solo" due time out in tutta la gara (gli altri arrivavano dalla panca trentina). Il primo nel primo quarto sul 19 a 11 per Trento e da lì è partito un break di 19 a 5 a cavallo tra il primo e il secondo quarto; il secondo nel secondo quarto quando Trento ha impattato il punteggio e da lì la Vanoli e ripartita e non si è più voltata indietro. Questo significa che il Meo Nazionale ha (finalmente) il "governo" dei regàs ed è riuscito a toccare le corde giuste al momento giusto.

Ho dato una sbirciata pure ai commenti su Sportando; due in particolare mi hanno sorpreso: "se Sacchetti era sull'altra panca la partita la portava a casa l'Aquila". Detto che mi sono parsi un po' ingenerosi nei confronti di Trento e del suo giovane allenatore, credo che quei due tifosi trentini abbiano centrato in pieno il "conquibus". Il Meo Nazionale è davvero un favoloso viticultore del basket perchè spreme dai chicchi d'uva dei suoi ragazzi il meglio che possono dare. A volte mi domando cosa mai si è fatto di bello e buono per meritarci un allenatore come lui, ma poi la domanda ritorna da dove è venuta perchè se il Meo Nazionale è arrivato è perchè ha "annusato" l'aria e ha capito che anche lui qui poteva dare il meglio di se.

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Bene, ciò significa che la Vanoli è diventata improvvisamente la squadra "che tremare il mondo fa" (cit.)? No, e sarebbe pure pericoloso anche solo pensarlo. Diciamo che la stradaccia infangata in cui ci si era impantanati fino a due settimane fa, ora è un viottolo che i cantonieri vanoliani stanno via via sistemando per renderlo più agevole. E si è imbroccato il viottolo giusto? Il Ciranone vostro pensa di si. Potrà diventare una strada asfaltata larga e comoda come le mitiche highway americane? Il Ciranone vostro non lo sa, ma sa che, a volte, e pure nello sport, è meglio arrabattarsi con poco per ottenere comunque risultati che bruciare le tappe rischiando mandare tutto a carte quarantotto.

Questo è sempre stato l'approccio vanoliano al massimo campionato nazionale del gioco più bello del mondo, e finché ci sarà c'è da stare tranquilli.

Il che è bello e istruttivo (cit.)

 

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