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L’attimo fuggente… anzi due…

Vanoli

Metto subito le mani avanti e spiego che il titolo non ha proprio nulla a che fare col capolavoro di Peter Weir interpretato da un insuperabile Robin Williams, ma si riferisce al minuto 3,32 dell’ultimo quarto quando tale Iris Ikangi, da Voghera, Piemonte, Italia, arpiona l’arancia a spicchi arrivatagli tra le mani da un’ennesima persa della Vanoli e mette una bomba assassina che impatta sul 72 pari una gara che fino a pochi minuti prima sembrava avere un solo strepitoso padrone.

E siccome la matematica non è un’opinione, quel 72 pari significa che dal 70 a 49 per la Vanoli del 27° al, per l’appunto, 72 pari del 34° fanno un parziale di 23 a 2 (diconsi ventitré a due) per Brindisi in 420 secondi. Una faccenda che avrebbe steso una intera mandria di tori “carnation”, i più colossali dell’universo.

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D’accordo che in quei 420 secondi c’è stata la più alta concentrazione di fischiate “ad minchiam” da quando è stato inventato il gioco più bello del mondo, e sono passati “solo” 128 anni, ma metterla solo una volta in 420 secondi va al di là di ogni possibile bischerata di colore arancione, in particolare di un arancione.

Giurin giurello che al Ciranone vostro, entrata la bomba di Ikangi e visto il parzialone, gli si sono immediatamente parati nel solito neurone di nord-ovest i secondi tempi di Brescia e Sassari. La brutta sensazione è però durata un attimo; un’attimo fuggente per l’appunto. In men che non si dica infatti, e cioè per la precisione 41 secondi (se non ci credete andate a vedervi il play by play della Lega), sono accadute le seguenti cose:

1.  gioco da tre di Ethan “our big guy” Happ con libero aggiuntivo che va;

2.  bomba di Raphael Gaspardo che sbuccia il ferro;

3.  rimbalzone di un ritrovato Wes “silent killer” Saunders;

4.  bomba di Malachi “prophet” Richardson, sempre più sul pezzo, che stampa un 6 a 0 di parziale.

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Tutto ciò lancia ai 3.000 e passa del palazzo, ai tre fenomeni, in particolare uno, alla quarantina di “eroi” brindisini (si “eroi” perchè per farsi quasi mille chilometri, anche se fatti, si presume, in aereo, per pura passione, o sei un pazzo o sei un eroe che peraltro, volendo spaccare il cappello in quattro, sarebbe pure la stessa cosa), alla panca dell’ottimo Frank Vitucci, ai giudici di tavolo, ai bulloni del palazzo e financo allo stendardo della coppa che penzola da quasi un anno dal soffitto il seguente messaggio; “prima di andare oltre dovete passare sul nostro cadavere”.

Già; 41 secondi, un attimo “fuggente”, il primo, che ha riscritto la storia della partita. E perché il primo vi domanderete?

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Il primo perché ce n'é stato un altro, un po’ più lunghetto (54 secondi), arrivato dopo la bomba di Raphael Gaspardo che riportava Brindisi sul meno uno; 78 a 77. Nei suddetti 54 secondi accadono le seguenti cose:

1.  due punti di Wes “silent killer” Saunders in penetrazione;

2.  bomba ciccata da Adrian Banks “anche” per una difesona di Malachi “prophet” Richardson;

3.  gioco da tre di Malachi “prophet” Richardson con libero aggiuntivo che va;

4.  altra bomba ciccata da Brindisi, stavolta da Tyler Stone, anche in questo caso grazie ad una difesona collettiva che gli ha fatto uscire un tiro più storto delle gambe di Nonna Papera;

5.  Layup di Ethan “our big guy” Happ, e arriva un 7 a 0 di parziale che ridà definitivamente l’inerzia della gara alla Vanoli.

In pratica in 180 secondi scarsi la Vanoli ci ha piantato un parziale di 13 a 5 che gli ha fatto ripigliare il comando della gara per non mollarlo più fino alla sirena. Questo a casa del Ciranone vostro significa avere palle cubiche; reagire in siffatto modo dopo un parzialone come quello stampato da Brindisi a cavallo dei due ultimi quarti, significa che la Vanoli, se non guarita, è decisamente in via di guarigione dagli attapiramenti che gli sono capitati tra capo e collo quando ha subito rovesci anche minori del tornado che gli è precipitato in testa oggi.

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Dice: è arrivato il solito calo fisico ma si era in due in più. Obiezione che il Ciranone vostro rispedisce al mittente perché se è vero, come è vero, che il calo fisico c’è stato, altre volte, nonostante non si sia verificato, si è preso comunque delle belle imbarcate (Venezia e Reggio Emilia per citarne solo due) senza niuna o insufficiente reazione. Oggi invece è fiorita una nuova determinazione in questa squadra che è di gran lunga la novità più bella della giornata, che va anche oltre la soddisfazione per la qualificazione alle Final Eight.

Nuova determinazione da innaffiare con cura come si fa con un fiorellino appena nato e che è foriera di ulteriori buone novelle perché, udite udite, il Ciranone vostro oggi ha intravisto quel feroce cipiglio che era una delle caratteristiche principali della strepitosa squadra dell’anno scorso, al punto tale che si sarebbe quasi convinto che definire “anno irripetibile”, come i più, lui compreso, hanno etichettato il campionato scorso, non sia stata poi così una grande pensata. Del resto basta confrontare le due classifiche; al giro di boa, anche se con una partita in più, la Vanoli ha “solo” due punti in meno dell’anno scorso. 

Se solo due mesi fa qualcuno avesse avuto l'ardire di prevedere che alla fine del girone di andata i punti sarebbero stati due in meno rispetto all'anno prima, la gente avrebbe come prima cosa nascosto i coltelli stazionanti nei paraggi e come seconda chiamato la neurodeliri.

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Il Ciranone vostro ne è strasicuro; quei due “attimi fuggenti” hanno fatto nascere una nuova consapevolezza in questa squadra, quella di non essere inferiore a nessuno e di potersela giocare con tutti, non solo a livello di talento, che quello ne abbiamo da vendere, e neppure a livello fisico che, con il rientro di tutti, non potrà che migliorare, ma soprattutto a livello mentale.

Maometto lo diceva in altro modo: “se la montagna non va a Maometto, Maometto va alla montagna”. Evidentemente il profeta si intendeva pure di pallacanestro perché il suo famoso detto può essere tranquillamente la parafrasi della Vanoli scesa sul parquet oggi; se sei a posto con la mente puoi scalare tutte le montagne che vuoi.

Il che è bello e istruttivo (cit.)

 

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