fbpx

Cantù vs Vanoli; da un silenzio parlante a un silenzio e basta?

Vanoli
Pin It

E’ da quando è arrivata l’ufficialità della decisione, sacrosanta, di giocare a porte chiuse che al Ciranone vostro, ma credo non solo a lui, frulla nel solito neurone di nord-ovest la fisima di immaginare come potrebbe essere una partita di basket senza il discreto pandemonio che solitamente un palazzo regala. Peraltro pare sia una primizia assoluta perché di precedenti nel basket credo non ve ne siano. Pure il Meo Nazionale dice che trattasi di “situazione che francamente non ricordo di aver già vissuta”.

La maldestra memoria del Ciranone vostro gli avrebbe scodellato un ricordo di quando, letteralmente nell’altro secolo, seguiva le vicende di un noto sport “minore”; per la precisione un Juventus Verona ripetuto a porte vuote per un pasticcio successo nella partita annullata. Nonostante mi sia mezzo scardinato il cervello non mi è riuscito di ricordare né se la partita fosse di campionato o di coppa, né il tipo di pasticcio. Vi consiglierei quindi di non scommettere su sta roba perché probabilmente perdereste del denaro, ma la cosa che fa a pugni con la situazione attuale è che là si trattava di una partita singola, qua invece sono coinvolti praticamente tutti i campionati di ogni ordine e grado di ogni disciplina sportiva. Una faccenda straordinaria perché straordinaria è la situazione in cui siamo infilati a piedi giunti.

29-.jpg

Detto questo mi vedo costretto pure a chiedere indulgenza perché nella presente lagna non acconcerò faccende squisitamente tecniche ma cercherò di immaginare, se la viene con uno stile pure guascon-goliardo che di questi tempi male non fa almeno per tirarsi su un po’ il balelotto, cosa possa accadere di insolito in siffatta circostanza. E non potendo essere presente, anche se la curiosità mi sta letteralmente divorando, vado di fantasia puntando sulla importante congiuntura che essendo presenti a Desio, tra atleti, staff, giudici di tavolo, i soliti tre “fenomeni” arancion-grigi e addetti vari, non più, credo, di una cinquantina di persone, la principale caratteristica del clima sarà quella di un silenzio rotto qua e là da parole più o meno variegatamente variopinte; un silenzio parlante, per l’appunto; un “parlante” che solitamente non sentiamo perché sepolto dal pandemonio di cui si lagnava poc’anzi.

30-.jpg

Inizierei dall’inno nazionale; secondo me se lo cantano tutti salta fuori una faccenda che il buon Mameli si rivolta nella tomba. Infatti mi rifiuto di credere che la cinquantina di presenti sia tutta quanta intonata. Probabilmente, vado a naso ed escludendo gli stranieri, direi che Jack Sanguinetti, forse per quella sua aria da bravo ragazzo, mi da l’idea di essere intonato; mi piacerebbe invece sentire Nik De Vico e Nik Akele perché, al contrario, sembrano di quelli che non imbroccano una nota neppure a pregare in cirillico. Sorvolerei sullo staff tecnico perché mi pare di ricordare che loro l’Inno non lo cantano, al massimo lo “sbiascicano” mediante uno strano idioma difficilmente comprensibile anche nel silenzio più totale.

Due paroline due invece sullo resto della combriccola probabilmente presente; qui a tirare su un po’ il livello ci vorrebbe Augusto Bagnoli perché mi sa che tra Michele Talamazzi, Mauro Saja, Davide Pettinari e Ottavia Ghilardi solo quest’ultima parrebbe, sempre a naso, avere qualcosa a che fare con il pentagramma, gli altri tre, presi  tutti assieme o singolarmente, verrebbero immediatamente cassati financo da Guido d’Arezzo che, per chi non lo sapesse, è il monaco che un migliaio di anni fa ha inventato il suddetto pentagramma.

31-.jpg

C’è un altro momento di una partita di basket in cui il coach parla ai suoi giocatori, sarebbe il time out. Più o meno recentemente è arrivata l’abitudine durante le dirette televisive di far sentire, tramite una “giraffina” che si in insinua tra i presenti, cosa dice un coach durante un time out. Se fossi coach e capitasse a me non lo permetterei, anche se il coach avversario non può ovviamente sentire cosa si sta dicendo nell’altra panca.

Qui invece la situazione è un ciccinnino diversa; suppongo che per farsi sentire durante una gara “normale” il coach debba urlare e se domani i vari coach nel loro primo time out disgraziatamente si “dimenticano” del silenzio intorno e cacciano fuori il solito vocione, mi piacerebbe esserci perchè sarebbe un momento di corroborante ilarità.

Ci potete scommettere però che al secondo time out la voce si abbasserebbe quasi ad essere un bisbiglio sia per non disturbare il collega a pochi metri sia per non fargli sapere cosa diavolo si sta dicendo. Da qui a prevedere che qualche strano emissario della squadra avversaria venga posizionato dietro la panca degli altri e viceversa, è un lampo. In questo sciagurato caso però la Vanoli sarebbe avvantaggiata; non so se vi è mai capitato di sentire un time out del Meo Nazionale col suddetto espediente della “giraffa”, beh è tutto un “facciamo così”, poi “andiamo di là”, “tu ti metti qui e la dai a coso” e via discorrendo in una specie di simpaticissimo gramelot comprensibile, con l’ausilio della lavagnetta, solo a chi è li davanti, ma talmente indecifrabile per un “esterno” da mandare in crisi pure Mata Hari.

32-.jpg

Ma la cosa più stupefacente sarebbe sapere finalmente cosa si dicono i giocatori tra di loro, cosa dicono agli avversari, agli arbitri, gli arbitri a loro e così via. Magari si mettono tutti quanti d’accordo prima e si dicono: “ragazzi ocio, stasera aplomb a tutta birra sennò finiamo come ridere a Striscia la Notizia”. Temo però che la tranche agonistica li porti fatalmente a dimenticare le condizioni in cui giocano, e se ciò è positivo per la garra della gara, lo è un po’ meno per le parolacce che volerebbero sul parquet agevolmente udibili, in mancanza del solito frastuono, ad almeno 800 metri di distanza.  Non penserete mica infatti che, ad un a fischiata contro, Travis Diener si rivolga all’arancion-grigio con un flemmatico: “perbaccolina signor arbitro, lei ha fischiato una corbelleria”, oppure dopo un contatto un po’ duro Ethan “our big guy” Happ interpelli Kevarrius Hayes in siffatto modo. “corbezzoli Kev, stai un po’ più attento che mi rovini i braccini

E qui la curiosità sta raggiungendo livelli allarmanti; donerei molto volentieri due o tre organi secondari per sapere, sentire e “cronacare”, e sarebbe davvero parecchio divertente poterlo fare. Ma mi sa che ciò rimarrà un  pio desiderio.

33-.jpg

Così come è probabile rimanga un pio desiderio pure la partita di domani. Mentre sto terminando la lagna sono infatti arrivate le anticipazioni sul nuovo decreto che il Governo sta predisponendo per arginare la “belva”. Bene, la Lombardia viene dichiarata zona rossa fino a tutto il 3 aprile; per motivi facilmente immaginabili ciò potrebbe rappresentare il definitivo “de profundis” per il campionato 2019/2020 di basket (e non solo di basket). Avrebbe poco senso infatti giocare una gara ancora possibile per poi non poterlo fare per le prossime altre 4 giornate, dalla 25esima alla 28esima, in cui si va a Bologna sponda Fortitudo e Trieste e si riceve Trento e Pesaro, gare che non si potranno comunque disputare. Nella medesima situazione vi sono pure le altre 4 squadre lombarde e, ammesso e non concesso che il 3 aprile si risolva tutto, già in queste condizioni trovare il modo di terminare regolarmente il campionato è impresa ardua se non impossibile.

Sarebbe quindi saggio prendere atto che questo campionato si deve derubricare e rimandare tutto a settembre; un “silenzio e basta” per non dare modo alla “belva” di spadroneggiare ancora più di quanto ha fatto finora.  Lei non lo sa ancora, ma noi tutti sappiamo che così vinciamo noi.

Il che è bello e istruttivo (cit.)

 

CATTERINI ROSINO

Attrezzature, Arredo Bar, Cucine Professionali

Via S. Bernardo, 23L, CREMONA +39 03 724 533 56 catterinirosinosrl@gmail.com

  • Progettiamo piscine e wellness
  • Progettiamo il tuo angolo di relax
  • Abbiamo tutta l'esperienza per realizzare il tuo sogno
  • E forniamo tutta l'assistenza di cui hai bisogno
  • Ampia gamma di prodotti per il trattamento dell’acqua
  • Con te 12 mesi l'anno
  • Vieni a trovarci nello showroom di Vescovato
  • Abbiamo la miglior soluzione per ogni esigenza
Piazza Roma, 8/9 - VESCOVATO (CR). Tel. 0372 1939167 / 338 4267355
  • Laghetto

  • AstralPool

  • zodiac

CATTERINI ROSINO

Attrezzature, Arredo Bar, Cucine Professionali

Via S. Bernardo, 23L, CREMONA +39 03 724 533 56 catterinirosinosrl@gmail.com

Dove si progetta il tuo futuro
CONSULENZA GRATUITA PER MUTUO AL 100%
Silver Sponsor

PIACENZA
Tel +39 0523 755080

Corsi di recupero

di uno o più anni

Corsi Paritari

60 anni di successi

Una Scuola una Famiglia

Che tu guidi per Lavoro
per Passione
o per Piacere
da poco
con i Tuoi
O con chi Vuoi
Fallo senza pensieri
Affida le tue pratiche auto
a mani esperte
e goditi il viaggio
Via Bernardino Ricca, 7
26100 CREMONA
Tel. 0372 26227
Via Ala Ponzone 1, Cremona

IMPIANTI Elettrici.
Civili e Industriali.

Tel:335 5441771.

ASPIRAZIONE
Centralizzata

Tel:335 5441771.

AUTOMAZIONI
Cancelli e Portoni.

Tel:335 5441771.

CITOFONIA
e Videocitofonia

Tel:335 5441771.

ALLARMI
E ANTIFURTO

Tel:335 5441771.

SISTEMI
Videosorveglianza

Tel:335 5441771.

ANTENNE TV
e SATELLITARI

Tel:335 5441771.

IMPIANTI
FOTOVOLTAICI

Tel:335 5441771.

SISTEMI DI
ILLUMINAZIONE

Tel:335 5441771.

G.E.A.R
Impianti Elettrici

Tel:335 5441771.