E si riparte da meno 32… ma giovedì farà comunque caldo

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Ci sarebbe poco da dire e pure meno da fare; trattasi di una delle sconfitte più pesanti della storia vanoliana.

Ma prima di lagnare sulla scoppola del Taliercio occorre buttare un accenno alla faccenda che ha fatto smoccolare mezza città. Nello studio di Cremona 1, dove il Ciranone vostro ha seguito, si fa per dire, la tenzone, sembrava  di sentire l’eco del brontolìo che saliva dalla città. E suppongo che il popolo vanoliano si sia arrabattato come capitato a noi là in studio, e cioè buttandosi sul play by play della Lega Basket per cercare almeno di capire cosa stesse succedendo nei pressi della laguna.

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Mi è capitato un’altra volta di commentare una partita utilizzando il play by play della Lega, in occasione della partita ad Avellino dell’anno scorso; ma mettere la pezza al guaio combinato, pare, dal temporale del millennio scatenatosi in quel di Mestre, utilizzandolo per mandare ugualmente in onda una trasmissione televisiva, credo sia una cosa più unica che rara.

E quindi, sicuro di interpretare anche il pensiero dei miei compagni di avventura, il presidente del Pizzi Erminio Mola, Michele De Francesco e Marco Tirel, complimentoni lunghi da qui al Venezuela a Gege Guarneri per aver brillantemente portato fino in fondo la trasmissione, seguendoci e convolgendoci passo passo e facendoci pure divertire. Non era facile ma l’ha fatta sembrare facile. Mica facile.

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Rimane il fatto che commentare una partita in siffatte condizioni appare un ciccinnino problematico; tra l’altro il pestare quella roba là sarebbe un attimo perché si darebbe il disgraziatissimo caso che il collegamento sia improvvisamente tornato al 28° sul 70 a 62 per Venezia, in tempo quindi per vedere sia  il parziale di 6 a 0 con cui i lagunari hanno chiuso il quarto che, soprattutto, la tempesta piombata sulla combriccola vanoliana nell’ultimo quarto. Dare un giudizio solo su questi ultimi dodici minuti (chiusi 38 a 14 per Venezia) non avendo visto il resto è impresa che il Ciranone vostro lascia volentieri a chi c’era perché non saprebbe proprio a che rampino attaccarsi.

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Nondimeno 32 punti sono pur sempre 32 punti, maturati sì solo nell’ultimo quarto, nel quale però la Vanoli, inutile girarci troppo intorno, è letteralmente crollata. Ora, ci sarebbe da disquisire sui motivi di questo crollo; tra il nero del “siamo arrivati alla frutta” al bianco del “hanno tirato i remi in barca per risparmiare energie in vista di gara 3” ci stanno tante, ma talmente tante di quelle gradazioni di grigio che sarebbe un puro esercizio retorico elencarle tutte.

Dice quel tale che i play off sono affascinanti proprio perché puoi perdere di 32 e vincere quella dopo di 1 che sei comunque 1 pari e sei di nuovo punto e a capo. Vero; ed è pure vero che la Vanoli a palazzo ha sempre menato le danze tirando fuori prestazioni maiuscole.

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Quindi non ci rimane che aspettare giovedì. Non vi nascondo che, dal fischio finale di mercoledì scorso (ma pensa te: sono passati solo 6 giorni ma sembra un secolo; scherzi del gioco più bello del mondo) sto aspettando il fischio d’inizio di giovedì prossimo. Rivedere il PalaRadi tirato a lucido e adeguatamente infarcito di entusiasmo sarà, come sempre, una cosa da brividi.

Sarebbe stato certamente meglio arrivarci con un altro viatico, ma il basket non aspetta e soprattutto non si volta indietro, e i ragazzi certamente vorranno dimostrare che l’ultimo quarto di stasera è stato proprio il “bianco” che si diceva.

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Giocano davanti agli occhi ed al cuore del loro popolo e Venezia sarà pure “un imbroglio e San Marco senz’altro anche il nome di una pizzeria” (cit. del poeta, Guccini non Peppe), ma la semifinale se la dovrà sudare e non sta scritto da nessuna parte che non ci possa essere un’altra puntata, faccenda che sarebbe davvero la ciliegina sulla torta di una stagione straordinaria.

Al popolo vanoliano spetta il compito di spingere i ragazzi verso una ulteriore impresa e ri-vestire il palazzo a festa; perché giovedì sarà comunque, per parecchi motivi, una festa.

E allora che festa sia e, ancora una volta ma non scommetteteci che sia l’ultima, ad  maiora popolo vanoliano.