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UISP Lombardia: lettera aperta per la tutela dello sport dilettantistico lombardo

UISP

La UISP Lombardia a mezzo del suo Presidente Stefano Pucci, ha voluto esteriorizzare attraverso un comunicato, i dubbi e le richieste per una revisione dell’ordinanza regionale 620 che affronta il tema dello svolgimento dello sport dilettantistico.

Gentilissimo Presidente Fontana, Gentilissima Assessore Cambiaghi,

pur comprendendo le preoccupazioni che hanno portato alla pubblicazione dell’ordinanza regionale 620 del 17 ottobre ci sentiamo in dovere, per il rispetto e la stima che abbiamo nei confronti delle migliaia di associazioni sportive che hanno riposto in noi la loro fiducia, di scrivere questa lettera aperta per esprimere le nostre forti perplessità rispetto a come si è inteso trattare il mondo sportivo dilettantistico con i provvedimenti inseriti nell’ordinanza stessa.

Lasciando per un momento da parte la sospensione di gare e competizioni, che ci auspichiamo possano riprendere al termine dell’efficacia dell’ordinanza, non riusciamo a comprendere la ragione della sospensione degli allenamenti.

Né delle svariate discipline che, seppur inserite nel decreto del Ministro dello Sport del 13 ottobre 2020, presentano caratteristiche tali da poter essere svolte a livello individuale (senza contatto fisico), come esplicitamente riportato nelle note a margine delle singole discipline nella tabella stessa (delle quali, però, non si è tenuto conto), né rispetto alle discipline di squadra, anche se di contatto, poiché all’art 2 dell’ordinanza si conferma il contenuto della precedente ordinanza 579 del 10 luglio, la quale consente agli sport di contatto, di squadra e individuali, di svolgere gli allenamenti, pur se evitando i contatti tra gli atleti (non si comprende quindi quale possa essere la possibile compatibilità con l’ordinanza 620 che sospende la possibilità di allenarsi).

Inoltre, consentendo alle piscine e alle palestre di rimanere aperte nel rispetto delle modalità organizzative descritte nell’allegato 1 dell’ordinanza, si permette ai soggetti privati (profit) di proseguire a promuovere molte attività che al contempo non è consentito promuovere alle asd/ssd dilettantistiche riconosciute CONI (no profit). Un’evidente stortura. Ma questa non è una lettera che vogliamo scrivere in punta di diritto.

Questo è invece un accorato appello che facciamo a voi, alla vostra sensibilità di sportivi che sappiamo esservi propria.

Le migliaia di associazioni che costituiscono un vero e proprio patrimonio sociale, che hanno reso la nostra regione un esempio di sussidiarietà e di coesione, che hanno contribuito a rendere unico il movimento sportivo lombardo, sono davvero al limite.

Dopo il durissimo lock down iniziato lo scorso febbraio, gli ingenti investimenti (quasi tutti a debito, che quindi andrà ripagato) per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale e per gli adeguamenti strutturali volti alla tutela della salute, la faticosa parvenza di ripresa con i centri estivi e le attività di inizio anno sportivo (con numeri contingentati e continue attenzioni al rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza emanati dagli Organismi Sportivi in ossequio alle linee guida del Governo) paiono oggi uno sforzo inutile, anzi quasi controproducente.

Chi ha ripreso a praticare attività motoria e sportiva lo ha fatto perché si è reso conto dell’impegno che sono state in grado di mettere in campo le associazioni sportive, del livello di attenzione e di sicurezza che hanno garantito, oltre all’evidente bisogno, emerso con forza durante questa incredibile esperienza, che le persone hanno di stare insieme e di svolgere attività fisica per il loro benessere, non solo fisico ma anche psicologico.

Oggi siamo noi a chiedervi, in quanto massimi rappresentanti istituzionali della nostra regione, di avere fiducia in noi. Fidatevi del mondo dello sport, del suo senso di responsabilità, del suo senso del dovere, del suo

senso del rispetto delle regole, delle tante capacità che ha saputo dimostrare in ogni occasione. Vi garantiamo che anche stavolta non rimarrete delusi.

Ad oggi non risultano situazioni di criticità, rispetto alla diffusione del contagio, negli impianti sportivi, che invece rappresentano luoghi strutturati sicuri e protetti per la tutela della salute dei nostri cittadini, di tutte le età, molto più dei luoghi destrutturati dove adesso saranno costretti a ritrovarsi senza alcun controllo.

Non è poi secondario il tema economico. Il fallimento delle tante realtà sportive che non potranno reggere un’altra chiusura sarà accompagnato dalla perdita del reddito dei tantissimi operatori che collaborano con l’associazionismo dilettantistico, senza poter fruire di tutele al pari degli altri lavoratori.

Insomma, la situazione è davvero critica. Per questo, vi chiediamo di voler rivedere con urgenza i provvedimenti assunti, per consentire allo sport di base di provare a sopravvivere.

Chiediamo, in ossequio al DPDM del 18 ottobre 2020, di modificare l’Ordinanza 620 del 17 ottobre 2020 affinché si possa consentire anche alle ASD/SSD Dilettantistiche lombarde di svolgere gli sport di contatto, come individuati dal Decreto del Ministro dello Sport del 13 ottobre 2020, in forma individuale (senza contatto).

Confidando in un positivo e sollecito riscontro vi inviamo cordiali saluti.”

UISP Lombardia - Il Presidente Stefano Pucci

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