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Buon (Bene)Vento

Cremonese
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Le citazioni musicali all'interno di questo articolo sono tratte dal brano Buon Vento degli AriaBuena, lo potete ascoltare qui:


Sono ormai mesi senza un filo di vento, nel mare dello Zini. Dal missile terra aria sganciato da Migliore per demolire il Palermo, si sono accumulati centinaia di minuti di bonaccia. Nessun gol, nemmeno una leggera brezza. Il veliero grigiorosso ha smesso di seguire la rotta della salvezza, trascinato dalla corrente fredda dei playout sempre più vicino alle secche della retrocessione. Soprattutto, l'assenza del gol sembrava quasi una maledizione fatale, un incantesimo infrangibile. Si stava perdendo il ricordo del contatto tra rete e pallone, anche tra i giocatori stessi. 

E se la vela è piatta in mare aperto gonfiati i polmoni,

Sarai tu il soffio del buon vento

Gonfiati i polmoni. Minuto 94. Renzetti, Castagnetti e Arini hanno speso molto, ma c'è ancora tempo per un ultimo, profondo respiro. La scorta di ossigeno è davvero esigua, ma tanto basta per una apnea di pochi secondi e cinquanta metri. Un'ultima maledetta azione, l'ultima di una partita che sta scivolando via sullo zero a zero. Volata di Renzetti, a rimorchio su Castagnetti, che calcia secco tenendola bassa. Niente da fare, Montipò si supera. Però la palla resta lì, galleggia, fluttua in acque internazionali, terra di nessuno nell'area delle Streghe. Basterebbe una spintarella, piccola piccola. Renzetti e Castagnetti sono sfiniti. Emmers no. Soffia.

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Non può andarti peggio

Che abbandonar la lotta con te stesso

Temevamo potesse succedere, dopo le prestazioni di Cosenza, Ascoli e Salerno. Una Cremo rinunciataria, rassegnata, avvilita. Sconfitta da se stessa prima che dagli avversari. Stavolta, invece, la squadra è tornata a lottare, a ruggire dentro e contro se stessa, per poi scaricare energie e serenità ritrovata nella concentrazione continua che le ha permesso di limitare i rischi e non subire reti contro una squadra tecnicamente ricchissima. Merito delle due settimane di lavoro, utili anche a forgiare il nuovo impianto tattico fondato sulla linea a tre. L'idea del mister è sfruttarne i vantaggi in aggressività -un difensore a turno si stacca per andare a pressare alto - e ricerca degli esterni, con scalate laterali comunque coperte dalla presenza del terzo centrale. Rastelli ha cambiato assetto, alla ricerca di nuove soluzioni per incrementare il tasso di pericolosità. Per questo servirà altro tempo, al momento ci teniamo strette alcune certezze difensive, riemerse col nuovo modulo, che sembrava avessimo smarrito.

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Non è stata una partita esteticamente esaltante. Molto bloccata, giocata sui nervi e i centimetri, per concedere il meno possibile da entrambe le parti. Da qui a fine stagione, speriamo siano tutte così! Questa è la mentalità giusta, blindare Agazzi e, finalmente, finalmente, finalmente, cogliere l'attimo per svoltare la gara. Non accadeva da mesi, stavolta l'episodio è stato sfruttato appieno. Questa Cremo non riuscirà mai a costruire dieci occasioni da gol a partita, quindi le poche, pochissime, uniche palle che capitano devono terminare la loro corsa sotto quella maledetta traversa, chiunque sia a calciarle. Cremonese, ti manca il bomber ma...

Ricorda che hai le vele

Vedrai che soffierà buon vento

Come il vento, fortissimo, vitale e immancabile, che soffia da Sud. Dalla Curva Sud.

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